Incontriamoci a San Valentino (prima parte)

(Cleis Ende)

Beatrice e Max trascorreranno un San Valentino sexy insieme al vibratore GVibe di Fun Toys . Il ragazzo nasconde però un segreto…

Tiro fuori il cellulare dalla tasca e sfoglio le foto del suo profilo su Tinder. Lineamenti dolci, pelle olivastra, sopracciglia forse un po’ troppo marcate. C’è una foto al mare, accanto a un altro ragazzo: lo supera di tutta la testa, quindi dovrebbe essere anche abbastanza alto.

Butto il cellulare in borsa e sistemo la tracolla sulla spalla. Lancio un’occhiata alla vetrina della sala da tè accanto a me. I capelli si sono già arricciati e il mascara è sbavato in un angolo.

Dannazione.

«Beatrice?»

La voce alle mie spalle è profonda, un pochino nasale e con una cadenza del sud.

Prendo un profondo respiro. «Prima che mi giri, sappi che ho avuto un piccolo problema.»

Mi volto.

Max è più alto di me di tutta la testa, forse anche di più. Ha il viso più tondo che in foto e i capelli tagliati a spazzola. Il pizzetto e i baffi lo fanno sembrare un mago itinerante di altri tempi. Gli manca solo un cappello a cilindro.

Aggrotta la fronte, si abbassa su di me e mi osserva con la faccia a soffio dalla mia.

Il suo alito profuma di menta.

«Che problema? Stai benissimo.»

Batto le mani un paio di volte. «Complimenti, non sei caduto nella trappola che avevo preparato per metterti alla prova.»

Mima un inchino. «Vivo solo per soddisfare le fanciulle.»

«Questo fallo dire a me.»

Si lecca il labbro superiore e distoglie lo sguardo. Sorride, ma ha le orecchie e le guance rosse come un peperone. Mi porge il braccio quasi alla cieca, con gli occhi puntati a terra.

Infilo il mio braccio sotto il suo. «Dicevi che non vivi lontano da qui.»

Fa cenno di no con la testa.

Do una piccola stretta al braccio. «Fammi pure strada, allora.»

Giochi di coppia a San Valentino

Attraversiamo la strada e raggiungiamo una palazzina gialla. Al piano terra c’è un ristorante. Oltre le vetrine ci sono coppiette che chiacchierano, si dividono il dolce, cenano, si sbaciucchiano. Il locale è pieno di cuori e cuoricini rossi.

San Valentino del cavolo.

Max mi indica un portoncino già aperto.

Saliamo pochi gradini. Si ferma accanto alla prima porta e la apre.

«Ho cercato di mettere a posto, spero che vada bene.»

Si sfila il cappotto e rivela una camicia azzurrina con tanto di gemelli ai polsi. Gli porgo il mio cappotto e li appende accanto alla porta.

Il letto è proprio di fronte alla porta; c’è una scatola poggiata sopra, vicino ai cuscini. A destra c’è un angolo cucina e a sinistra una porticina, il bagno forse. Sul ripiano della cucina brillano un paio di candele e c’è odore di arrosto.

Scoppio a ridere. «Ti sei sbattuto così tanto? Per me?»

Passa oltre di me, fino alla cucina. «Te l’ho detto che vivo per soddisfare le fanciulle.»

Recupera due bicchieri da uno sportello e una bottiglia di vino aperta. Si avvicina al letto, lo guarda e guarda me. Ci si siede in punta.

Lo raggiungo.

Poggia i bicchieri su un tavolino e li riempie con un’attenzione degna di un’equazione di non so che grado. È rosso e respira in fretta.

«Sei imbarazzato?»

«No no. Solo è strana questa cosa…» Mi allunga un bicchiere di vino. «La cosa della scopata di San Valentino è un po’ strana, ecco. Volevo evitare che fosse troppo…» Fa spallucce.

San Valentino sexy

Troppo volgare?

Alzo il bicchiere. «Allora un brindisi al nostro San Valentino da single.»

«Alla nostra serata.»

Sorseggia il suo vino guardandomi di sottecchi. Poggia la mano libera nello spazio tra noi. La accarezzo e faccio correre il dito lungo il braccio, fino alla spalla, sul collo.

Sussulta, socchiude gli occhi e piega la testa di lato scoprendo ancora di più il collo.

Passo la punta dei polpastrelli sulla pelle liscia e si lascia andare ad un sospiro. Sposto la mano sulla nuca, lo avvicino a me. Le sue labbra sanno di vino e sulla lingua c’è ancora un po’ del sapore del collutorio.

Mi bacia con lentezza ed esplora la mia bocca in punta di lingua. Sposta la mano libera sulla mia spalla, la fa scendere lungo la schiena, fino alla base delle natiche. Accarezza la zona con gesti circolari, scende ancora.

Si stacca per poggiare il bicchiere di vino sul tavolino. Lancia un’occhiata alla cucina.

«Avevo preparato la cena, forse hai fa―»

Poggio il mio bicchiere di vino accanto al suo e gli salto a cavalcioni. Passo la punta della lingua sulla base della gola, salgo fino al mento e al pizzetto, lo supero e raggiungo le labbra.

Si stacca. «Forse potrebbe interessarti quello che c’è lì dentro.» Fa cenno alla scatola. «Ho tirato fuori un po’ di cose che potrebbero essere utili, ecco.»

Mi allungo e avvicino la scatola a noi. È piena di sex toys di tutte le forme e le misure.

Hai capito il ragazzo.

Scatola sex toys

Tiro fuori un plug lungo quanto il mio avambraccio o poco meno.

Me lo toglie di mano e lo mette di lato. «Magari questo no. Oddio, non so…»

Non credo che il mio culo sarebbe pronto.

Aggrotto lo fronte. «Meglio lasciar perdere.»

Infilo la mano alla cieca e pesco un dildo lungo quanto il plug e largo quanto la mia mano. Lo afferro con entrambe le mani e lo faccio ondeggiare tra noi.

«Sbaglio o ti piacciono i giochi pesanti?»

Diventa paonazzo. «Ci dovrebbe essere anche qualcosa di più contenuto.»

Avvicina la scatola a sé. Vi fruga dentro, tira fuori un altro paio di plug, un vibratore a tre braccia e un dildo di vetro grande poco meno del compagno.

Dio mio, ma ha qualcosa di normale?

Emerge con vibratore fuxia. La base è dotata di un foro per reggerlo e la parte superiore si divide in due braccia che si allargano in punta.

Come funziona questo coso? Quanto meno non dovrebbe sfondarmi la figa.

Max se lo rigira tra le mani. «Carino, vero? È di Fun Toys, mi pare. Vibratore GVibe, se non ricordo male.» Sogghigna. «Nel caso volessi comprarne uno per te.»

«E come funzionerebbe questo portento?»

Indica la pulsantiera alla base. «Allora, schiacci qui, quindi i due motori in punta―»

«Preferisco una spiegazione più pratica, se permetti.»

Sfilo il maglioncino.

Vibratore GVibe Fun Toys

Clicca sull’immagine per provarlo anche tu.

Max mi fissa con la bocca aperta e il dito ancora puntato sul vibratore.

Scendo dalle sue gambe per levarmi anche la gonna e rimango con indosso solo la biancheria intima e le scarpe décolleté. Sistemo l’autoreggente destra, che è scivolata un poco. Lo sguardo di Max brucia sulla mia pelle.

Si lecca le labbra. Avvicina la mano libera al mio seno, ne segue il contorno con le dita. Poggia il vibratore di lato e chiude entrambe le mania coppa intorno alle tette. Piega i bordi del reggiseno verso l’interno appena sotto i capezzoli.

Alza gli occhi su di me, li stringe. Sogghigna e si lecca le labbra.

«Avvicinale un po’ tra loro.» La sua voce è roca.

Poggio i palmi della mani a lato delle tette e le stringo verso il centro.

Il sorriso di Max si allarga. Poggia il vibratore sul mio petto, una punta per capezzolo. Lo accende.

È un solletico insistente, che mi prende il petto e si espande nel resto del corpo. La vibrazione aumenta di intensità, scende diretta dal petto alla figa. Sgrano gli occhi e annaspo. Le gambe tremano, non mi reggono più. Piego le ginocchia e Max mi segue con il vibratore.

«Come ti sembra?»

Apro la bocca per rispondere, ma ne esce solo un gemito.

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Piega la testa di lato. «Non credo di aver capito: potresti articolare un po’ di più?»

Clicca sulla pulsantiera e le vibrazioni diventano ancora più forti.

Digrigno i denti, ma i gemiti si fanno comunque strada fuori dalle mie labbra.

Sogghigna. «Potresti tenerlo tu, per favore?»

Prende la mia mano sinistra e la chiude intorno all’impugnatura del GVibe. Mi prende per i fianchi, mi avvicina a sé. Abbassa le mutandine, che si staccano con uno schiocco dalla figa bagnata. Le sue labbra si chiudono intorno al mio clitoride e il mondo sparisce. Lo solletica con la punta della lingua, ci gira intorno, lo succhia.

Mi cedono le gambe, sto cadendo. Mi afferra e mi regge contro di sé, la faccia affondata nella mia figa.

Dio mio, dio mio.

Stringo i denti, strizzo gli occhi, mi accartoccio ed esplodo. Lascio andare il respiro con un rantolo.

Si stacca e si asciuga le labbra con il dorso della mano. «Dimostrazione numero uno riuscita, direi.» Sfila il vibratore dalle mie mani. «Procedo con la seconda, allora.»

Infila una punta nella mia figa e poggia l’altra sul clitoride. Riaccende il vibratore e vi poggia una mia mano sotto. Il piacere monta di nuovo. Ansimo.

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Si alza dal letto. Il cavallo del pantaloni è teso.

Mi spinge verso il basso con delicatezza, mettendomi in ginocchio. «Se permetti, adesso è il mio turno.»

Si slaccia cintura e pantaloni, tirando fuori il cazzo in tiro. Prende il mio mento, passa un dito sulle labbra aperte. Tiro fuori la lingua e lo lecco. Poggia la punta del cazzo sulle mie labbra, lecco anche quella. Spinge in avanti e penetra la mia bocca ancora un poco.

Le vibrazioni salgono, il piacere aumenta. Spalanco la bocca per gemere e me la trovo piena del cazzo di Max, la lingua bloccata contro la sua asta, le labbra chiuse intorno. Ne esce solo un mugugno. Muovo la testa avanti e indietro un paio di volte, ma il mondo si fa bianco di piacere e mi blocco con la punta del glande a fior di labbra.

Ansima sopra di me. «Tu rilassati: ci penso io.»

Poggia una mano sulla mia testa e mi spinge verso di sé. Il cazzo affonda di nuovo nella mia bocca, ne esce, vi rientra.

Contraggo la figa intorno al vibratore: di più, dio mio, di più. Cerco i pulsanti con le dita, ne incontro uno in rilievo, schiaccio. La vibrazione si fa più intensa. Tiro la testa indietro, ma la mano di Max la trattiene al suo posto, la spinge in avanti contro il proprio inguine.

Ho il naso schiacciato dentro un cespuglio di peli neri, sono immersa nell’odore di muschio e di docciaschiuma. Il cazzo in gola smorza il respiro: apro la bocca alla ricerca di aria e per lasciare andare i gemiti che mi stanno montando dentro.

Mi tremano le gambe. Per fortuna sono già a terra.

Ovetto vibrante con telecomando per forzare l’orgasmo

Affondo le unghie della mano libera nei jeans di Max e un lungo gemito mi esce dalle labbra nonostante tutto. Tremo, un orgasmo più piccolo segue il primo.

Max fa avanti e indietro dentro di me, si irrigidisce ed esce del tutto. Mi sta guardando, ma ha lo sguardo perso nel vuoto e le labbra strette tra loro. Tira la testa all’indietro ed emette un sospiro strozzato. Uno schizzo caldo si riversa sul mio petto. Le gocce di sperma corrono verso il basso, qualcuna bagna il reggiseno.

Sfilo il vibratore e lo poggio di lato. Cado culo a terra sul pavimento.

Max strabuzza gli occhi e si fa cadere sul letto. È ancora vestito, a parte per la patta aperta. Ha due grosse chiazze di sudore sulla camicia e la fronte è punteggiata di goccioline di sudore. Abbassa gli occhi su di me e li scosta di nuovo. Sorride imbarazzato.

«Che ne pensi della dimostrazione numero due?»

Che non so se riuscirò a rimettermi in piedi.

Poggio una mano sul bordo del letto e mi alzo. Lo sperma sta gocciolando sotto il reggiseno sulla pancia: dannazione.

Indico la macchia bianca. «Posso usare il bagno?»

Diventa rosso. «Certo, scusami. Forse tu―»

«Tranquillo, non c’è problema. Ho solo bisogno di darmi una sciacquata.»

Si alza, anche lui ondeggiante. Il cazzo pende moscio dalla patta. Abbassa lo sguardo e lo rimette a posto.

Indica la porticina alla mia sinistra. «Lì c’è il bagno. Prendi pure l’asciugamano appeso al calorifero. Se vuoi fatti una doccia.» Fa cenno all’angolo cucina. «Io intanto riscaldo l’arrosto. Riprendiamo le forze prima della fase tre.»

Sogghigno. «Mi sa che è meglio.»

Entro in bagno e mi chiudo la porta alle spalle. C’è uno scalda biancheria alla mia sinistra, accanto al box doccia. Ci sono due asciugamani appesi, uno nella parte superiore e uno in quella inferiore. Prendo quello di sopra e un fagotto cade a terra. C’era dentro qualcosa, forse messo lì ad asciugare.

Che casinista che sono.

Mi abbasso per recuperare quello che è caduto. Sono un paio di pantaloni neri in eco-pelle, roba un po’ da tamarro. Li stendo di fronte a me: culo e cavallo sono bucati e tenuti insieme solo da una cinghia dietro e da uno slippino davanti.

Questi non sono pantaloni per andare a fare la spesa.

Mi giro verso la porta chiusa, da oltre la quale arrivano rumori di stoviglie e di passi.

Con chi cazzo sto scopando?

(Continua a San Valentino…)

Utilizzi vibratore GVibe Fun Toys

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Ho trent’anni e tre sporche passioni: la scrittura, la buona cucina e il BDSM.


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