Cinture Castità

Le cinture di castità – o chastity belt o chastity cage – sono erroneamente ricollegate al Medioevo. In realtà, hanno più successo oggi nelle pratiche BDSM di quanto ne avessero tra dame e cavalieri.

Sotto la categoria “cinture di castità” rientrano quegli oggetti volti a negare sia il rapporto sessuale sia la masturbazione di chi li indossa. Possono essere di varie forme e misura, ma servono tutti a contenere l’organo genitale.

Le cinture di castità in senso stretto sono di solito realizzate in pelle o eco-pelle. Sono pensate in prevalenza per le donne e di solito si chiudono intorno alla vita con un lucchetto. Hanno una fascia che passa in mezzo alle gambe e copre tutto il pube, la vulva e l’ano. In questo modo è impossibile accedere sia al clitoride sia alla vagina.

Per gli uomini esistono le cosiddette “chastity cage”, più ergonomiche delle normali cinture di castità. Sono delle gabbie per il pene, pensate per contenerlo ed evitare che vada in erezione. Sono composte da un anello che va alla base dello scroto, attaccato a una gabbia dove inserire il pene a riposo. La gabbia può essere in metallo, silicone o policarbonato. Non appena il pene inizia a inturgidirsi, incontra la gabbia ed è costretto a tornare a riposo.

Le cinture di castità maschili e femminili sono usate in pratiche BDSM, per giochi di sottomissione e dominazione. Sono uno strumento sicuro, anche se richiede qualche piccola precauzione. Nel caso delle chastity cage, bisogna scegliere un modello non troppo stretto. Inoltre, sia le chastity belt sia le chastity cage andrebbero tenute per poche ore, così da garantire il giusto afflusso di sangue e una corretta igiene.